Quando le fondazioni “bocciano” l’arte
Un collega, critico d’arte, fa giustamente notare come spesso fondazioni, archivi e case d’aste respingano opere che già hanno superato esami diagnostici, perizie e verifiche storico-documentarie ma una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che le fondazioni e gli archivi d’artista (enti privati) non possiedono alcun potere certificativo ufficiale, richiamando un precedente consolidato. Insomma un’opera che abbia superato le verifiche sopra menzionate ha pieno diritto di essere valutata e proposta sul mercato indipendentemente dalla semplice opinione di un ente privato.
Chi volesse approfondire l’argomento od avere un supporto in una situazione similare può contattare direttamente il collega al 379 279 8598.


