Si ricorda come ad oggi, aprile 2026, il panorama delle professioni non regolamentate in Italia sia fortemente influenzato dal dibattito parlamentare sul Disegno di Legge Delega n. 1663 (riforma degli ordinamenti professionali) che mira a modernizzare e revisionare la disciplina delle attività intellettuali, con potenziali impatti anche sulle professioni libere.

Ecco i punti chiave e le novità emerse:

  1. Riforma Ordinamenti Professionali (DDL 1663) e Professioni Non Organizzate
  • Dibattito sulle “Attività di Competenza”: Asso Professioni ha espresso preoccupazione per una possibile interpretazione restrittiva della nuova normativa. Il rischio temuto è che la riforma equipari le “attività di competenza” (libere) a quelle “riservate”, limitando il mercato dei professionisti non ordinistici (ex Legge 4/2013).
  • Revisione Deontologica: è in corso un’analisi per separare nettamente le associazioni professionali (che tutelano gli iscritti) dagli ordini, valorizzando l’indipendenza e la responsabilità professionale, principio che si auspica venga acquisito nei nuovi decreti.
  • Equo Compenso: il DDL delega mira a rendere effettivo il principio dell’equo compenso, anche per i professionisti non regolamentati che lavorano con la pubblica amministrazione, riducendo oneri burocratici.
  1. Aggiornamenti del Mercato e UNI (Legge 4/2013)
  • Norme UNI: Continua l’aggiornamento delle norme UNI (Ente Italiano di Normazione), che costituiscono il principale riferimento per la certificazione volontaria delle competenze per le professioni non regolamentate.
  • Bando Agricoltura 2026: È previsto l’avvio del bando 2026 per gli allevatori custodi della biodiversità, una delle diverse professioni in ambito agricolo/ambientale non strettamente regolamentate da albi.
  1. Esclusioni dagli Incentivi
  • Iperammortamento 2026: Una nota negativa per i professionisti (sia ordinistici che non ordinistici) è l’esclusione dal nuovo iperammortamento 2026, in contrasto con le richieste di equiparazione ai beni strumentali delle imprese.

In sintesi, il 2026 si configura come un anno di transizione in cui la “zona grigia” tra professioni organizzate e non regolamentate viene ridefinita, ponendo enfasi su competenze certificate e aggregazioni professionali, mantenendo aperta la discussione sulla libertà di esercizio sancita dalla Legge 4/2013.